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Washington , il crack nasce dai Repubblicani USA


Secondo Claudio Gatti de il sole 24 ore l'epicentro del crack finanziario delle banche d'affari degli Stati Uniti sta nella deregulation del settore bancario e porta la insistente firma dei politici repubblicani e della attuale amministrazione.

L'inchiesta di Gatti è molto dettagliata e ripercorre con dovizia di particolari la somma di errori economici che dal 1999 hanno condotto all'attuale default, 10 volte più pesante di quello argentino e 30 volte quello russo, descrivendo i passi che hanno portato a piramidare debiti continuativamente , per alimentare il sogno americano della casa e la necessità di progressivi indebitamenti delle banche d'affari . Per consentire di lucrare profitti a tutta la catena del debito, fu consentito, con controlli nulli verso gli emittenti, di moltiplicare progressivamente carta di pessima qualità grazie ad una politica di tassi molto bassi che consentivano un progressivo allargarsi del mercato ipotecario.

Se ne raccomanda lettura qui.

Si sa che la leva finanziaria utilizzata per sostenere il sistema delle cartolarizzazioni e le indicizzazioni era collocata 25 e 50 e si basava esclusivamente sulla capacità della bolla immobiliare di reggere.

Neo libersimo alla frutta, Fannie e Mac nazionalizzate


La sbornia imperante dagli anni 80 è al capolinea. Il più liberista e convintamente monetarista paese sulla terra fa marcia indietro e assume il controllo di Fannie e Mac commissariandole o, più semplicemente, nazionalizzandole.
La Federal National Mortgage Association e la Federal Home Loan Mortgage Corporation i mutui li comperano, li assicurano, li impacchettano e li cartolarizzano, per poi rivenderli agli investitori sotto forma di titoli: tutti i big di Wall Street hanno in portafoglio derivati di questo meccanismo, la banca centrale della Cina detiene obbligazioni di Fannie Freddie per centinaia di miliardi di dollari, così come le istituzioni di Arabia Saudita, Russia e Giappone.

Pressato dalle vendite sulle obbligazioni di Fannie e Freddie operate dalle banche cinesi, e dal timore che queste possano scatenare le reazioni di altri istituti centrali il Tesoro americano ha deciso di intervenire in prima persona.
Venerdì nell'after-hour i due colossi dei mutui avevano perso un altro 20 %. Oggi la decisione è preannunciata, prima dell'apertura settimanale delle borse asiatiche.

Continuano intanto a circolare voci su Lheman e Brothers, altra banca malata per la quale pare si sia fatta avanti anche la giapponese Nomura intenzionata a rilevarla.

Le nazionalizzazioni di fatto continuano attorno al disastro del settore immobiliare e della bolla ingigantitasi negli ultimi 3 anni e spalmata finanziariamente su tutti i finanziatori e fondi del pianeta.

Con la nazionalizzazione dei due colossi americani, seguita ad un anno di distanza dalla nazionalizzazione in Inghilterra di analoga società di mutui , si chiudono gli anni del liberismo e altro non c'e' da attendersi che misure analoghe , strategiche in altri settori delle economie, presto si facciano avanti.

E' l'inizio della fine del cosidetto turbocapitalismo che ha drogato la crescita dell'ultimo quarto di secolo spostando e ritirando capitali in fretta e furia concentrati in poche mani. Avviando in alcuni casi lo sviluppo , ma al prezzo di giganteschi squilibri economici e sociali. E' la prima grande crisi del cosidetto settore terziario, dopo quella preannunciata nel 2000 dal crollo delle quotazioni del Nasdaq. Seconda , nel tempo ma non nelle proporzioni, alla crisi immobiliare giapponese.

Mutui subprime, nuovi arresti in USA

Appena sotto il meglio, invece era cartaccia. In un bliz spettacolare l' FBI negli Usa ha ha ammanettato 283 persone di cui 173 già condannate su un totale di 406 incriminati , tra cui 60 trader, operatori finanziari e banchieri. In manette anche due ex manager della Bear Stearns, la banca fondata nel 1923, accusati di insider trading, frode e complotto.
Le posizioni pendendenti attualmente sono circa 1400.

L'operazione Mutuo Maligno, cosi' è stata chiamata, cerca di rassicurare il cittadino e il consumatore americano dopo il disastro che ha investito il settore immobiliare e finanziario in seguito alla cartolarizzazione dei mutui subprime. Gli avvocati degli incriminati sostengono che nell'operazione ci sia molta pressione politica del Dipartimento di Giustizia, che vuole individuare capri espiatori in una crisi che va ben oltre gli indagati .
Gli arrestati rischiano in alcuni casi sino a 40 anni di carcere per diverse imputazioni e reati.

Oltre a Bear Stearns (salvata dal fallimento da JpMorgan e dalla stessa Fed) in passato nell'occhio del ciclone sono cadute Citigroup, Merrill Lynch, Ubs , praticamente il Gotha delle banche mondiali travolte da perdite ingenti proprio nel settore subprime a cui si sono aggiunte per difficoltà e errate contabilizzazioni legate alla cartolarizzazione Lehman Brothers, Weserbank, Dresdner Bank e numerose banche in Inghilterra.
Si conferma come il settore immobiliare , legato necessariamente e oggi ancor più a quello finanziario, rimanga uno dei settori economici piu' sensibili alle infiltrazioni criminali.

Spontaneo viene il parallelo con l'Italia, dove truffe quando non crack, falsi in bilancio e insider trading, a danno dei cittadini hanno prodotto in passato praticamente nulla e lasciato i truffatori a spasso e gli investitori e i truffati gabbati come il solito.

Gli ingenti investimenti in capitale fisso immobiliare, la diffusa cartolarizzazione del credito tper smobilizzare anticipatamente investimenti di lungo periodo, hanno moltiplicato in modo piramidale la leva finanziaria e ristretto il capitale circolante effettivo al momento della impossibilità di avere flussi finanziari costanti, provocando l'attuale crisi di fiducia del credito causata da carta finanziaria irriscuotibile per molto tempo a venire.
Si è calcolato che in occidente circa 1/3 dell'aumento del pil sia rappresentato dallo sviluppo tumultuoso del settore immobiliare.

Subprime, Lehman Brothers verso aumento capitale

NEW YORK, 3 giu (AWP/ats/ansa) Lehman Brothers potrebbe dover varare un aumento di capitale da circa 4 miliardi di dollari, in previsione di conti trimestrali in rosso per la prima volta da quando la banca Usa è sbarcata in Borsa nel 1994. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti vicine al dossier.

Analisti e operatori di Wall Street stimano che l'eventuale aumento di capitale potrebbe raggiungere i 3-4 miliardi di dollari e si aspettano un annuncio ufficiale del piano da parte di Lehman Brothers il prossimo 16 giugno, quando la banca comunicherà i risultati del secondo trimestre. Stando alle previsioni del mercato, Lehman Brothers dovrebbe archiviare una perdita compresa tra i 50 e i 75 cent per azione e, secondo il Wsj, è probabile che le svalutazioni raggiungeranno i 2 miliardi di dollari. Solo ieri Standard & 38; Poor's ha abbassato il rating sulla banca (e anche su Merrill Lynch, Morgan Stanley) per il rischio di nuove svalutazioni, mentre Merrill Lynch ha tagliato il giudizio su Lehmman Brothers a "underperform" da "neutral", citando il rischio di svalutazioni su un ampio numero di asset "illiquidi".

Da febbraio scorso, Lehman Brothers ha già rastrellato circa sei miliardi di dollari per far fronte alle svalutazioni e alle perdite collegate al dissesto dei mutui subprime, e all' assemblea degli azionisti che si è tenuta ad aprile il numero uno della banca Richard Fuld aveva assicurato che "il peggio della crisi è ormai alle spalle"

Mercato immobiliare in Italia

Da oggi è disponibile sul sito internet dell’agenzia del Territorio a nota semestrale, che analizza i volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del II semestre 2007 e fornisce una sintesi sull’intero anno.

Osservando gli andamenti semestrali si nota un tendenziale decremento medio piuttosto pronunciato pari a -11%. Ciò deriva essenzialmente dalla riduzione del NTN di Altro (-19%), mentre per gli altri settori il tasso tendenziale annuo risulta diversificato.
Il settore residenziale (393.450 NTN nel II semestre 2007) risulta in sensibile calo (-5,8%), maggiormente accentuato per i capoluoghi (-7,4%), inoltre, per la prima volta dal 2001, si nota un calo delle compravendite anche nei comuni non capoluogo, -5,3%.


Immobiliare Usa in Ripresa

Pare che il mercato immobiliare americano abbia toccato il fondo e ha cominciato a rimbalzare nella fascia di offerta media. Infatti non è possibile che case del genere costino 300mila euro, con i tassi di interesse sui bot americano tagliati dell'1,5 e il dollaro a 1.58 e la gente dall'estero e dall'America non compri.

I prezzi variano da 200 mila a 500 mila dollari (mediamente circa 1ooo euro al metro quadro) ! Villette con un architettura così bella in America sono normali e solo per "middle class" (in Italia per vari motivi si costruiscono solo orrori a meno di non essere straricchi) sempre che non si abiti intorno a NY, S. Francisco, Washington o sulla costa.
In una zona qualunque come ad esempio la Georgia paghi 1.000 euro al metro, quanto un garage striminzito a Bologna.

L'indice dei costruttori di case USA è stato il migliore indice del mondo nell'ultimo mese, controllare per credere.
Toll Brothers Finance Corp ha affermato, 20 giorni fa nella conference, che sono rimasti stupiti dalla crescita della domanda eppure nessuno ci ha fatto caso.
Vuoi vedere che in USA le costruzioni stanno ripartendo ?

Citigroup e subprime

Citigroup, cede 12 miliardi di mutui ai fondi di private equity

Citigroup sarebbe prossima alla cessione di un portafoglio composto da mutui levereggiati e obbligazioni del valore di 12 miliardi di dollari. L’acquirente dovrebbe essere un gruppo di società di private equity tra le quali Apollo Group, Blackstone e TPG; il prezzo pattuito invece sarà di poco inferiore ai 90 centesimi per ogni dollaro.
La vendita, che molto probabilmente verrà finalizzata entro il 18 aprile (data di presentazione dei risultati del primo semestre per Citigroup), dovrebbe fornire una certa liquidità al gruppo guidato da Vikram Pandit oltre che alleviare il fardello di mutui e similari che alla fine dello scorso anno ammontava a 43 miliardi di dollari.