Washington , il crack nasce dai Repubblicani USA


Secondo Claudio Gatti de il sole 24 ore l'epicentro del crack finanziario delle banche d'affari degli Stati Uniti sta nella deregulation del settore bancario e porta la insistente firma dei politici repubblicani e della attuale amministrazione.

L'inchiesta di Gatti è molto dettagliata e ripercorre con dovizia di particolari la somma di errori economici che dal 1999 hanno condotto all'attuale default, 10 volte più pesante di quello argentino e 30 volte quello russo, descrivendo i passi che hanno portato a piramidare debiti continuativamente , per alimentare il sogno americano della casa e la necessità di progressivi indebitamenti delle banche d'affari . Per consentire di lucrare profitti a tutta la catena del debito, fu consentito, con controlli nulli verso gli emittenti, di moltiplicare progressivamente carta di pessima qualità grazie ad una politica di tassi molto bassi che consentivano un progressivo allargarsi del mercato ipotecario.

Se ne raccomanda lettura qui.

Si sa che la leva finanziaria utilizzata per sostenere il sistema delle cartolarizzazioni e le indicizzazioni era collocata 25 e 50 e si basava esclusivamente sulla capacità della bolla immobiliare di reggere.

Dow Jones dal 1929

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A parte il 1931, il DJ non ha mai presentato (con l'eccezione non chiara del 1968) più di 4 trimestri consecutivi di ribasso netto (candele pienamente rosse), anche se non raramente si è assistito a ribassi ben più vigorosi di come si presenta l'attuale acceleratosi in questa settimana, durati anche ben più di 1 anno.

I casi sono due: o siamo veramente in un nuovo '29 , con tutto ciò che implica in termini di durata e profondità del ribasso, o entro il mese corrente quantomeno la borsa americana tira il fiato, e con lei tutte le altre.

Cross EUR/USD. Azionario, si compra

Cross Eur/USD, settimanale
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Correzione veloce dell'euro/dollaro; ha tutta l'aria di continuare , forse dopo qualche traccheggio, fino ad un cambio prossimo almeno ad ad 1,29/1.30.

Le borse invece hanno frenato la correzione dopo un anno . Non si capisce bene se il minimo sia stato fatto, ma iniziare ad accumulare dalla prossima settimana, dopo le scadenze tecniche di settembre non sembra un cattivo proposito. L'aria è che il peggio sia alle spalle e che tutto si sia riallineato, a meno di qualche veloce ricaduta, l'equity ha l'aria di volersi raddrizzare in barba alla crisi del credito che sembra proprio abbia toccato il fondo, visto che è fallito quasi di tutto.
Se si raddrizza lo sara' per un tempo discreto, piuttosto lungo.

Il petrolio ha raggiunto il suo target di ribasso. Può ancora fare qualcosa , ma il fatto che l'Opec abbia diminuito la produzione fa ritenere che il "qualcosa" semmai sia per un ulteriore ribasso del barile, piuttosto che un rialzo devastante come nell'ultimo anno. Tra 80 e 100 dollari al barile pare sia il suo prezzo in questa fase congiunturale. Con lo storno del cross anche il petrolio ha stornato velocemente, da luglio.
Per il poi si vedrà.

Quindi lunghi sulle borse, orientali , USA, ed euro. Pian pianino, senza esagerare. Lontani da materie prime, oro, petrolio e commodity varie e qualche cautela sulle azioni del credito.
Sempre buono l'obbligazionario, da mantenere.